Come abbiamo scritto lo scorso 18 ottobre, è necessario per il rilancio della città che Roma goda di un ordinamento speciale, che riconosca il suo status di Capitale d’Italia, come stabilito dall’articolo 114 della Costituzione. Di una riforma dell’ordinamento di Roma Capitale, che dovrebbe passare per il voto parlamentare, si parla ormai da anni. Il Partito Democratico di Roma ha elaborato lo scorso 19 ottobre, un documento contenente una proposta di riordino del sistema di governo di Roma, che contiene a nostro avviso molti aspetti positivi.

Il documento si divide in due parti:

  • un riordino del sistema di governo utilizzando le normative vigenti, e quindi di immediata attuazione;
  • una riforma per il rilancio di Roma, attuabile a medio termine, che impegna il PD nazionale ad elaborare una proposta parlamentare.

Il riordino del sistema di governo.

Il riordino del sistema di Governo di Roma secondo la proposta del PD parte da un maggior riconoscimento del ruolo dei Municipi. In questo registriamo una convergenza di idee con la proposta della nostra Associazione, che dei Municipi di Roma come veri e propri comuni, con un bilancio autonomo che gli permetta di gestire i servizi di prossimità: manutenzione stradale e del verde, scuole di prima infanzia, polizia locale, decoro e rigenerazione urbana, i servizi sociali, la raccolta dei rifiuti. Nella proposta di CentoIdee, la Città Metropolitana manterrebbe un ruolo di pianificazione, la gestione dei trasporti, delle grandi opere e la tutela della salute.

La proposta del PD verte su quattro assi:

(1) Un comune leggero e intelligente, che si concentri sulle funzioni di Governo strategico della città. Tuttavia su questo punto sarà necessario stabilire con chiarezza quali poteri verranno conferiti al comune e quali alla città metropolitana, in modo che non vadano a confliggere.

(2) Municipi con funzioni proprie e chiare e che godano di autonomia amministrativa, con il riconoscimento di risorse e personale adeguato. In questo il documento si parla di funzioni già riconosciute ai municipi dall’art.26 dello Statuto di Roma Capitale, che delega agli enti di prossimità i servizi demografici, servizi sociali ed assistenziali, servizi scolastici ed educativi, attività e servizi culturali-sportivi-ricreativi in ambito locale, attività e servizi di manutenzione urbana e gestione del patrimonio, disciplina dell’edilizia privata di interesse locale, manutenzione delle aree verdi di interesse locale con esclusione delle aree archeologiche, dei parchi e delle ville storiche, iniziative per lo sviluppo economico nell’artigianato e nel commercio ad esclusione della grande distribuzione, funzioni di polizia urbana. Per l’attuazione di tale disegno il Partito Democratico, così come CentoIdee, propone una sostanziale autonomia di bilancio dei Municipi. Come sottolineato nel documento del PD, l’attuale situazione vede le entrate dirette municipali coprire solo un settimo del fabbisogno. Questo rende impossibile una gestione autonoma dei servizi prima elencati. Inoltre la proposta del PD parla esplicitamente di adottare specifici piani municipali con le società partecipate che gestiscono i servizi, quali Ama, Atac e Acea. Viene anche menzionata la necessità, anche qui vediamo una convergenza di intenti, che i Municipi subentrino nella gestione dei rifiuti.

(3) Una Città Metropolitana che promuova investimenti e sviluppo sul territorio. Per questo punto il PD propone la creazione di un hub di coesione territoriale che promuova lo sviluppo nelle aree più depresse. Come Associazione riteniamo che in questo possa svolgere un ruolo fondamentale il nostro polo universitario, il primo d’Italia che va necessariamente coinvolto mettendolo in collaborazione con le tante imprese presenti sul territorio.

(4) Un riordino del sistema di governo dei servizi pubblici organizzato su scala municipale. Un’autonomia quindi dei Municipi nella stipula dei contratti con le società partecipate. identificando come focus di analisi Roma e il suo rapporto con l’ambiente, nel tentativo di suggerire agli attori politici una possibile strategia da mettere in atto, che abbia il triplice obiettivo di attivare una efficace risposta alle sfide del nostro tempo, rilanciare la Capitale nel mondo e curarne una parte dei suoi mali. Ritrovare Roma significa, a nostro avviso, non solo incentivare comportamenti green, piantare alberi o realizzare piste ciclabili, ma inserire tutti questi aspetti in un piano strutturato che coinvolga attori pubblici, privati, università, fino alle comunità di quartiere.

La proposta di legge per Roma

Su questo punto il Partito Democratico di Roma delega sostanzialmente al nazionale la proposta di riforma di Roma Capitale. Il documento menziona giustamente la necessità di un ordinamento che riconosca a Roma lo status di Capitale d’Italia diversificandola dalle altre città metropolitane, e che consenta il governo di tutta l’area Metropolitana, con elezione diretta dei suoi rappresentanti, e con la prospettiva a lungo termine di una riforma costituzionale che le dia una sua autonomia legislativa. Come associazione riteniamo che su questo punto serva essere maggiormente propositivi con gli organi di governo nazionale. Come abbiamo già scritto la vicenda di Roma Capitale sembra non rientrare nelle priorità della politica nazionale, visto il divario abissale con l’autonomia di cui godono le altre grandi capitali europee. Noi riteniamo che condurre Roma al ruolo di grande capitale europea che le spetta, non sia un argomento riconducibile a logiche di parte, ma necessiti della collaborazione di tutte le comunità civiche e delle forze democratiche. Comprendiamo che affinché una legge per Roma Capitale venga votata in parlamento in maniera trasversale, sia dal lato politico che da quello territoriale, è necessaria una più ampia riforma del sistema delle autonomie locali.