Come avevamo già anticipato e proposito nel nostro articolo sui Rifiuti, pubblicato il 23 novembre scorso e intitolato Roma città del valore. La gestione dei rifiuti, una città complessa e urbanisticamente così eterogenea come Roma, ha bisogno di diversificare le modalità di raccolta e di passare, con la massima urgenza, dal tradizionale sistema della TARI (che per sua natura non consente di differenziare l’importo da pagare sulla base dell’effettivo comportamento dell’utente, in quanto il costo generale del servizio offerto da AMA è spalmato sui cittadini in funzione del nucleo familiare e della grandezza dell’immobile) a quello della cosiddetta tariffa puntuale o TARIP (sistema tariffario che tutti i Comuni sono tenuti ad adottare e che aderisce all’ormai affermatissimo principio comunitario “chi inquina paga”). Con la TARIP, infatti, chi differenzia riceve uno sconto della tariffa, viceversa chi produce indifferenziata paga di più. Tale principio impone l’introduzione di meccanismi e di strumenti tecnologici che siano in grado di misurare la quantità di rifiuto indifferenziato che il cittadino conferisce nel cassonetto. Al di là degli obblighi di legge imposti dalla normativa (DM del 20 aprile 2017), riteniamo che l’introduzione della TARIP, insieme al raggiungimento più in generale degli obiettivi dell’Economia Circolare, possano migliorare drasticamente la qualità di vita nella Capitale, trasformandola in una città:

  • fiscalmente più equa: mediante una ripartizione più giusta dei costi del servizio di gestione rifiuti tra i diversi utenti, premiando chi si impegna a ridurre la quantità di rifiuti prodotti e a differenziarli correttamente (pagare il giusto!) e un recupero dell’evasione più efficace (la fase di distribuzione domiciliare dei contenitori idonei per l’implementazione della tariffa puntuale può prevedere la georeferenziazione dei punti presa, corrispondenti al domicilio dell’utenza, e consentire un aggiornamento delle banche dati comunali).
  • partecipata, in cui i cittadini si sentano più responsabili, consapevoli e attivamente coinvolti nelle tematiche ambientali;
  • innovativa, con la creazione di nuovi mercati del lavoro legati ai processi dell’economia circolare;
  • sostenibile, con una frazione differenziata più alta, con una produzione di rifiuti minore da avviare a smaltimento e una migliore qualità dell’aria;
  • organizzata, con una efficiente logistica nella fase di raccolta.

I principali benefici

L’enorme valore strategico degli obiettivi appena citati, che impone di adottare le migliori prassi e tecnologie presenti sul mercato per una gestione ottimale dei processi alla base di un’Economia Circolare, ci ha spinti ad approfondire e ad analizzare, tra le tante soluzioni disponibili e già implementate in molte altre città del mondo, uno specifico progetto, particolarmente innovativo e ad elevato contenuto tecnologico.

Il progetto su cui abbiamo focalizzato la nostra attenzione è denominato “IPSE – PARSIT” (acronimo che in italiano significa “sistema IoT basato sui meccanismi di Publish/Subscribe per la gestione Avanzata di Riciclo, Smaltimento, Informazioni ai cittadini e Tracciabilità”) è stato realizzato dall’Ing. Matteo Lombardi e altri colleghi che lavorano nell’ambito della gestione dei dati e delle telecomunicazioni ed è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Procedia. Questo sistema è già realtà ed è stato sperimentato nel Comune di Fonte Nuova, vicino Roma, ed è in grado di:

  • avere un approccio multidisciplinare, che consente di affrontare e gestire, contemporaneamente ed in modo integrato, tutti gli aspetti di un’economia circolare: dai dispositivi fisici all’ottimizzazione dei processi, dalla gestione amministrativa alla tracciabilità dei centri di raccolta, dei rifiuti conferiti, dei mezzi di raccolta, ecc.;
  • sfruttare al meglio la connessione ad Internet e l’interconnessione tra tutti gli elementi previsti nella gestione della raccolta dei rifiuti (secchioni della spazzatura, mezzi di raccolta ecc.) mediante uno scambio e un controllo continuo dei dati resi disponibili da opportuni sensori (es. livello di riempimento dei secchioni, miglior percorso per lo svuotamento degli stessi). La realizzazione di una rete di connessione di tutti questi elementi (comunemente IoT) è resa economicamente sostenibile grazie all’uso della tecnologia “LoraWan”: si tratta di una rete di telecomunicazione wireless, sviluppata dalla startup francese Cycleo, a basso consumo (le batterie dei sensori possono durare decine di anni), in grado di coprire vaste aree geografiche, e con costi di costruzione, funzionamento e manutenzione molto contenuti.

L’obiettivo principale di questa piattaforma digitale è quello di promuovere un mercato che stimoli la nascita di nuovi modelli di business e che consenta la tracciabilità e la misurazione del rifiuto prodotto. Unidata, partner principale del progetto, attraverso la sua rete IoT LoRaWan, che raggiunge già milioni di persone a Roma e nel Lazio, fornirà informazioni sui livelli di conferimento, sullo stato dei contenitori, sulla tracciabilità e sulle richieste di processo o di servizio.

Prima di iniziare a descrivere brevemente i diversi step di uno specifico caso d’uso, un piccolo comune della provincia di Roma, evidenziamo che la piattaforma è sufficientemente dinamica e generale da poter essere applicata a diversi scenari “circolari” (e quindi perfettamente adattabile ad una città complessa come Roma).

Dell’intera filiera dell’economia circolare dei rifiuti, gli autori hanno scelto di studiare e sperimentare gli stadi più critici, ovvero i centri di raccolta, i cassonetti stradali e i contenitori di oli vegetali: infatti essi, se non migliorati, rischiano di provocare un’interruzione del processo, rendendo così il recupero del materiale meno efficiente.

Scenario applicativo. Raccolta di contenitori di oli vegetali

Evitando di indugiare troppo sugli aspetti più tecnici, di seguito sono elencati a grandi linee i principali passaggi operativi che il sistema mette in atto durante il suo funzionamento ordinario, con lo scopo di illustrare le enormi potenzialità della piattaforma.

Come abbiamo precedentemente scritto, la sperimentazione ha interessato i contenitori di raccolta dell’olio esausto, nei quali sono stati installati dei sensori che ad intervalli di un’ora inviano il livello di riempimento ad una centrale di controllo. Specifici sensori sono installati anche sui mezzi di raccolta. È possibile visualizzare dalla centrale lo stato dei cassonetti e degli automezzi presenti sul territorio.

I dati, raccolti attraverso la rete LoraWan e la piattaforma Uniorchestra di Unidata, vengono archiviati in un database. Il sistema di ottimizzazione, sulla base delle serie storiche dei dati acquisiti, prevede il giorno e il percorso migliori per lo svuotamento dei cassonetti. In base a questa previsione viene programmata l’uscita del veicolo e pubblicata su internet (marketplace) la disponibilità degli oli esausti che qualunque centro di raccolta può acquistare. Tutte le transazioni (raccolta e vendita) vengono memorizzate nella cosiddetta blockchain (la blockchain, di fatto, è un registro pubblico nel quale vengono archiviati in modo sicuro, verificabile e permanente le transazioni tra due utenti, ad esempio uno scambio di criptovalute, appartenenti alla stessa rete.

Il nome, “catena di blocchi“, deriva dal fatto che i dati relativi a queste transazioni vengono salvati all’interno di blocchi, collegati in modo gerarchico tra loro. In tal modo si viene a creare un’infinita catena di blocchi di dati, che consente di risalire e verificare tutte le transazioni effettuate. Il compito principale di una blockchain, dunque, è di certificare transazioni tra persone. Il giorno previsto per il ritiro, il veicolo parte e segue il percorso ottimizzato per svuotare i contenitori selezionati e portare l’olio al centro di raccolta che ha deciso di acquistarlo. Eventuali allarmi ed i messaggi per i mezzi di raccolta, vengono ricevuti sugli smartphone degli operatori tramite Telegram.

Ricordiamo, infine, adattando il caso d’uso ad altre tipologie di raccolta, che tutte queste tecnologie (si pensi alla possibilità di apporre, per esempio, sui sacchetti dell’immondizia dei tag RFID associati al Codice Utente di ogni cittadino e di quantificare i rifiuti mediante la sensoristica disponibile) permettono di adeguarsi alla legislazione vigente, grazie all’applicazione del sistema di tariffazione puntuale. La trasparenza delle informazioni consente alle autorità locali e ai cittadini di avere un controllo più accurato anche delle fasi successive alla raccolta dei rifiuti, ovvero la vendita o addirittura l’eventuale smaltimento.

Considerazioni finali

Le nuove tecnologie consentono non soltanto di gestire in modo efficiente l’intero ciclo dei rifiuti (rendendo, per esempio, possibile l’applicazione della tariffa puntuale e migliorando nettamente la comunicazione tra cittadini e Pubblica Amministrazione), ma anche di porsi obiettivi sempre più ambiziosi quali, come visto, la gestione integrata e l’ottimizzazione di tutte le componenti di un’economia circolare, con ovvi vantaggi per l’ambiente e la qualità della vita delle persone.

Nella nostra proposta “Roma città della natura” abbiamo immaginato Roma come città leader nelle iniziative per il cambiamento climatico. Se implementata sulle attività pratiche di questa città, la tecnologia capace di far conquistare questa leadership, ci sembra pronta e matura.

Lo è anche la classe dirigente politica e amministrativa romana? Questa classe dirigente sarà in grado di pianificare e raggiungere obiettivi così complessi e sfidanti, ma perfettamente realizzabili come dimostrano i tanti casi di successo in Italia e nel mondo? Per il bene di Roma e dei suoi cittadini ci auguriamo proprio di sì.

Bibliografia, sitografia e riferimenti:

Deliberazione del Consiglio Regionale 5 agosto 2020, n. 4 – PIANO REGIONALE DI GESTIONE DEI RIFIUTI DELLA REGIONE LAZIO

IPSE PARSIT PUBLIC-SUBSCRIBE IOT PLATFORM FOR OPTIMAL MANAGEMENT OF CIRCULAR ECONOMY PROCESSES, Matteo Lombardi, Patrizio Pisani, Mariadele Zarrilli, Ivan Palmà

Combining technology and PAYT – Miglianico, Italy: https://www.rethinkwaste.eu/LIFE_REthinkWaste_Catalogue-final-updated.pdf

Tecnologia “LoraWan”: https://www.unidata.it/iot-lora-services-per-impresa/

Roma città del valore. La gestione dei rifiuti

Roma città della natura. L’infrastruttura verde